I sentieri


Il sentiero 143 del Cai
da Moglia a Brugnello


Un meraviglioso giro di boa sull'Appenino piacentino.

Con partenza dal bellissimo borgo di Moglia, sede dell'Agriturismo Acqua Dolce e Salata, questo percorso è un lungo anello escursionistico che tocca tre piccoli borghi: Moglia, appunto, Carana e Pietranera. Per seguire questo tour mozzafiato si possono seguire le indicazioni del segnavia 143 del CAI. Si parte da Moglia in direzione San Cristoforo (sentiero CAI 160 del paragrafo successivo), facendo attenzione a tenere la sinistra e seguire i segnavia del sentiero 143. Con Moglia ormai alle spalle, si percorre il lungo sentiero per arrivare al cosiddetto Bric Carana, un grosso scoglio ofiolitico che emerge dai prati circostanti. Passato il Bric, proseguendo sulla destra, si prosegue fino a raggiungere Pietranera. Dopo quest'ultimo, l'obiettivo successivo è il Brugnello: proseguendo sulla sterrata che discende le poche abitazioni, si raggiunge il bosco, sino ad arrivare ad un bivio. Tenendo la sinistra qui, si arriverà ad un altro bivio, al quale invece si terrà la destra sino a raggiungere la spettacolare veduta del fiume Trebbia dal borgo di Brugnello. Dopa aver ammirato a sufficienza lo spettacolare panorama, è il momento di rientrare a Moglia: tornando sui propri passi si torna all'ultimo bivio incontrato e si segue il segnavia del CAI 143A. Da qui un largo sentiero porta alla strada asfaltata Bobbio- Carana. In poco meno di 40 minuti, sulla sinistra, incontrerete sulla sinistra la strada che riporta a Moglia.

Indicazioni e immagine tratte dal sito di un appassionato delle bellissime montagne piacentine: www.cristianriva.it.


Il sentiero 160 del Cai
da Moglia a San Cristoforo


Il sentiero per raggiungere le celebri Cascate del Carlone.

Per iniziare questo percorso da Moglia, come indicato nel paragrafo precedente, si deve imboccare la via per San Cristoforo e seguire le indicazioni per il sentiero 160 (come in foto). Il sentiero salirà nel basso della Costa del Bancale, sotto la frazione abbandonata della Caravanna, e da lì ne costeggerà i campi, fino a superare il Rio della Spalla, che scende fino alle foci del Carlone. Dal ruscello del Rio della Spalla si arriva ai boschi del castegneto della Piana e proseguendo si scende un poco e si risale fino ad arrivare sopra la celebre e suggestiva cascata del Carlone. Da qui si prosegue fino ad arrivare a San Cristoforo e si seguono i segnavia fino alla Mogliazze: arrivati in paese, dopo il primo edificio sulla destra, si svolta a destra fino a trovare un cancello. questo non delimita una proprietà privata, ma soltanto il terreno di pascolo delle pecore. Attraversato questo terreno si troverà un altro cancello dove proseguono i segnavia bianco-rossi: prima di lasciare le Mogliazze ricordatevi di chiudere entrambi i cancelli. Lasciando le Mogliazze si raggiunge il suo Belvedere, con una vista spettacolare, e, poco dopo, la località La Costa. Costeggiando i boschetti circostanti si arriva finalmente alla Fontana dei Ramari. Per approfondimenti sul sentiero 160 del CAI seguite il link, oppure venite a trovarci: saremo felici di darvi informazioni utili a riguardo.


Il sentiero
dell'Acqua Dolce e Salata


Quattro percorsi di meraviglia naturalistica piacentina in uno.

Il percorso parte dal Museo Etnografico della Val Trebbia, in prossimità dell'antico attraversamento da Cassolo alla sponda opposta, un guado che portava a La Barca: nome che ricorda come la traversata del Trebbia potesse essere effettuata anche con un'imbarcazione. Il percorso raggiunge Bobbio percorrendo la antiche mulattiere sulla sponda destra del Trebbia, "aggirando" l'orrido di Barberino. In questa tratta si incontrano le prime sorgenti "salate" presso le vecchie terme della Colonia Carenzi e altre ancora presso la città. Risalendo ancora la valle dell'Acqua Dolce & Salata si incontra il triplice guado della confluenza Aveto-Trebbia. Un ultimo guado è sito al termine dell'itinerario in Val d'Aveto vicino a Salsominore, dove si trovano due suggestive sorgenti vicine, una sboccante acqua dolce, e l'altra acqua termale. Per approfondimenti, consigliamo il sito del Museo Etnografico della Val Trebbia.